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Come funziona la dispersione delle ceneri, o in che modo può essere effettuata!

Non tutti sanno che in Italia la cremazione dei defunti e la dispersione delle ceneri sono rigidamente disciplinate dalla legge 130/2001, che ha chiarito univocamente che non stabilisce reato la dispersione delle ceneri di un cadavere, purché autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base della espressa volontà del defunto.

Pertanto, fin da questa prima sede di premessa, possiamo ben ribadire che è possibile ricorrere alla dispersione delle ceneri, se questa è esplicito desiderio del defunto e se l’operazione è stata autorizzata dal Comune.

Quando non è possibile procedere alla dispersione delle ceneri

Di contro, non è possibile la dispersione delle ceneri quando questa non è autorizzata dall’Ufficiale dello Stato Civile, o è effettuata con modalità differenti rispetto a quanto viene indicato dal defunto.

Nelle ipotesi in cui, infatti, la dispersione avvenga contrariamente alla necessità di reperire l’apposito permesso comunale, e nelle ipotesi in cui le modalità di dispersione delle ceneri contrastino con le volontà (esplicite) del defunto, la legge ricollega ipotesi di reato, con reclusione da due mesi a un anno, e con multa da 5 milioni a 25 milioni di lire.

Dove possono essere disperse le ceneri

In aggiunta a quanto sopra, occorre tenere bene in mente che la legge non permette una dispersione delle ceneri in qualsiasi luogo, bensì esclusivamente in “aree a ciò appositamente destinate”, all’interno dei cimiteri, o in natura, o in aree private.

Come avviene la dispersione delle ceneri

La stessa legge chiarisce inoltre che la dispersione delle ceneri deve avvenire all’aperto, con il consenso dei proprietari (se effettuato in aree private) e comunque deve avvenire in maniera gratuita, senza dar luogo ad attività aventi fine di lucro. In ogni caso, la dispersione delle ceneri viene vietata dalla legge nei centri abitati.

È lecita la dispersione delle ceneri in mare?

Una delle opportunità che vengono spesso più evidenziate nei film e nell’immaginario collettivo, è data dalla possibilità di ricorrere alla dispersione delle ceneri in mare. Ebbene, la legge stabilisce che la dispersione delle ceneri sia ben consentita in mare, oltre che nei laghi e nei fiumi, purché avvenga in tratti liberi da natanti e da manufatti.

Chi può disperdere le ceneri del defunto

Infine, ricordiamo che la legge chiarisce che non tutti possono procedere alla dispersione delle ceneri, considerato che la legge puntualizza che sono legittimati all’azione solo il coniuge o un altro familiare che ne ha diritto, l’esecutore testamentario o il rappresentante legale dell’associazione cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale che è autorizzato dal Comune.

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SEQUESTRO IMPIANTO DI CREMAZIONE A DOMICELLA

SEQUESTRO IMPIANTO DI CREMAZIONE A DOMICELLA

A conclusione di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.l.P. presso il Tribunale di Avellino, di un impianto di cremazione nel comune di Vallo di Lauro. 

 

Le attività investigative hanno avuto inizio lo scorso mese di novembre in seguito a numerose segnalazioni riguardanti le immissioni nell’aria di fumi intensi di colore scuro provenienti dall’impianto de quo.

I successivi e ripetuti sopralluoghi effettuati dai carabinieri del N.O.E. corroborati dall’ attività di riscontro dei titoli e delle autorizzazioni amministrative della società , hanno consentito di rilevare, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal Gip:

la presenza, sul piazzale esterno dell’impianto, di vari contenitori di rifiuti speciali – prodotti dalla depurazione dei fumi , contenenti mercurio e classificati come pericolosi – nonché materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti, rifiuti biodegradabili e indifferenziati , completamente esposti agli agenti atmosferici e privi di idonei ed adeguati sistemi di copertura, indicazione ed etichettatura;

l’immissione delle acque reflue industriali prodotte dall’impianto, nella fognatura comunale senza alcun trattamento depurativo.

Al termine delle indagini è stato deferito alla locale Autorità giudiziaria un uomo di 60 anni – legale rappresentante della società, con sede legale in Napoli, che gestisce l’impianto – per i reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata , nonché per aver scaricato illecitamente i reflui industriali nella rete fognaria comunale. L’indagine si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Procura di Avellino finalizzate alla prevenzione e al contrasto degli illeciti sversamenti a salvaguardia dell’ambiente.  SEQUESTRO IMPIANTO DI CREMAZIONE A DOMICELLA 

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