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Sequestro urne Cimitero Flaminio Nas sequestrano deposito. Polemiche su Ama: “Gestione fallimentare”

Intervento dei Nas al Cimitero Flaminio dove è stato posto sotto sequestro il deposito urne cinerarie e resti mortali “per inosservanza alle norme sulla prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro” – si legge nel cartello affisso dallo SPreSAL (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro) sopra ai sigilli.

Nas al Cimitero Flaminio: sequestrato il deposito delle urne

Ad essere chiusi e temporaneamente non disponibili due locali attigui che contengono “esclusivamente urne cinerarie, rigorosamente catalogate e in attesa di essere ritirate dagli aventi diritto, e cassettine di resti da riesumazioni, tutte perfettamente chiuse” – ha specificato Ama in una nota. “I rilievi della Asl riguardano esclusivamente solo alcuni aspetti di manutenzione dei locali in questione” – sottolinea la Municipalizzata assicurando l’impegno nel predisporre “in tempi brevissimi” tutti gli interventi necessari al ripristino dello stato dei luoghi “che deriveranno anche dalle prescrizioni delle autorità competenti”. A quanto risulta agli uffici di via Calderon de La Barca non ci sarebbe alcuna denuncia a carico dell’attuale amministrazione.

Cimitero Flaminio, Ama: “Struttura aperta e funzionante”

“All’interno del cimitero Flaminio, le attività di accettazione salme, inumazione, tumulazione e cremazione, insieme a tutte le altre operazioni, proseguono senza nessuno stop. Anche l’ossario è perfettamente agibile e utilizzabile. L’operatività della struttura cimiteriale, che resta regolarmente aperta e funzionante, è dunque pienamente assicurata” – tiene a sottolineare Ama.

Ma sulla Municipalizzata e sulla gestione dei cimiteri capitolini è bufera. “Da mesi denunciamo lo stato in cui versano i cimiteri capitolini, non solo a causa dell’emergenza cremazioni che ha portato, nel picco massimo, fino a 2000 salme in attesa, e la ricaduta pesante sulle condizioni di lavoro, visti gli organici ridotti all’osso e i carichi di lavoro conseguentemente più pesanti, e sui servizi, con i cittadini costretti a subire attese e disservizi” – ha denunciato il segretario della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola. “Il personale è comprensibilmente entrato in stato di agitazione e si è mobilitato contro questa situazione insostenibile”. 

La denuncia degli operatori: “Cremare salme è diventato impossibile”

Condizioni difficili per gli operatori Ama, ma anche per quelli delle agenzie funebri. La criticità maggiore sulle cremazioni: nonostante il tetto massimo di salme ammesse portato da Ama da 200 a 300 a settimana, al Flaminio è ancora corsa contro il tempo. “Oramai cremare una salma è diventato impossibile. Il cimitero accetta 300 salme a settimana e questo significa che già al martedì i posti sono finiti” – ha denunciato ai microfoni de Gli Inascoltabili su Nsl radio Fabio Pazzetta, titolare dell’omonima agenzia funebre. Nelle strade che portano verso i depositi si registrano ancora lunghe file di carri funebri in attesa di lasciare le salme, soprattutto il lunedì “quando – spiega uno degli operatori a RomaToday – per noi è una vera e propria corsa contro il tempo per rientrare nella lista”. Ma all’indomani del sequestro del deposito delle urne cinerarie, “non abbiamo registrato alcuna difficoltà. Le tumulazioni sono attive, sono sospese soltanto le pratiche di consegna delle ceneri e dei resti ossei” – specifica.

Le condizioni generali non soddisfano gli impresari funebri. “Un po’ è colpa del numero di decessi che è cresciuto particolarmente negli ultimi tempi ma l’Ama non era preparata nè tantomeno organizzata e non riesce più a tamponare la situazione mettendo noi operatori – racconta Pazzetta – nelle condizioni di dover mandare le salme a San Benedetto del Tronto e a Cosenza per le cremazioni. Le famiglie sono costrette a lasciare le salme dei loro congiunti in un cimitero del qual non conoscono nemmeno l’ubicazione in attesa che Ama faccia le pratiche, cosa che avviene molto molto lentamente”. 

La Lega attacca l’operato di Ama e del Comune: “Navigano a vista”

“È incredibile quanto successo al cimitero capitolino Flaminio-Prima Porta. Al di la dell’aspetto degradante che emerge, ciò che colpisce è la totale mancanza di sensibilità e attenzione che è stata riservata ad un luogo così importante, dedicato al ricordo e alla memoria. Sono anni che i cittadini romani denunciano lo stato di abbandono del cimitero Flaminio senza ricevere da parte dell’amministrazione nessuna risposta e vedendo, anzi, un costante peggioramento dei beni pubblici” – ha commentato l’europarlamentare della Lega Luisa Regimenti. Le fa eco il collega di partito e consigliere capitolino Maurizio Politi“E’ evidente a nostro avviso, che in Ama si stia navigando a vista, senza controllo nè una reale programmazione per affrontare l’aumento dei decessi dovuti alla pandemia. La gestione fallimentare di Ama non sembra preoccupare l’Amministrazione capitolina che in piena campagna elettorale, ha ben altri pensieri rispetto a quello di onorare i defunti. Il caos e’ dietro l’angolo, il problema non è di trascurabile entità”. Sempre dagli scranni della Lega il consigliere capitolino Davide Bordoni auspica un chiarimento immediato sull’acaduto, “al di la di eventuali indagini della Procura, vanno individuate le responsabilità – scrive in una nota – per rassicurare i cittadini sulle procedure adottate che debbono essere attuate nella certezza che il servizio permetta ai congiunti di avere conforto sul proprio dolore e al contempo salvaguardi la salute pubblica dei cittadini e degli operatori che prestano il loro servizio”. 

Ama si difende: “Decessi aumentati, ma mai respinte salme a febbraio”

La Municipalizzata si difende. “Pur a fronte di una situazione eccezionale ed inedita come quella che si è verificata, in particolare, negli ultimi 4 mesi e mezzo, con oltre 4mila decessi in più registrati rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente e un contestuale incremento di richiesta di cremazioni, AMA è impegnata quotidianamente e senza sosta per assicurare alla cittadinanza tutti i servizi cimiteriali. A differenza di altre grandi realtà italiane, che hanno sospeso l’attività crematoria in alcuni periodi durante l’emergenza sanitaria da Covid – 19, AMA – Cimiteri Capitolini ha mantenuto sempre attive le linee crematorie, mettendo doverosamente in atto tutte le misure possibili per abbreviare i tempi di attesa. Contrariamente, infine, a quanto affermato da un imprenditore funebre privato, AMA – Cimiteri Capitolini non ha respinto alcuna salma nelle prime due settimane di febbraio, accogliendo fino ad oggi (sabato 13 febbraio) tutte le richieste programmate e previste”.

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