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Coronavirus, circolare Viminale per i funerali

ministero dell’Interno invia ai Prefetti le prime specifiche in merito alle cerimonie funebri anche a fronte delle richieste della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Le cerimonie funebri, di nuovo consentite a partire da lunedì, dovranno svolgersi seguendo una serie di misure anti Covid-19 che sono state specificate in una circolare ai prefetti del capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile ha stabilito che possono partecipare alle cerimonie funebri al massimo 15 congiunti, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni personali e rispettando le regole sul distanziamento.

La circolare inviata ai prefetti specifica che le cerimonie debbano essere circoscritte esclusivamente in un edificio di culto o in un luogo all’aperto, svolgendosi comunque in un tempo contenuto, che una volta terminato il funerale, i partecipanti dovranno allontanarsi evitando assembramenti e, soprattutto, cortei di accompagnamento del feretro, che tutti i riti previsti debbano comunque compiersi nel medesimo luogo in cui viene celebrata la cerimonia funebre. Inoltre, nella circolare viene specificato come, nel caso in cui venga celebrata la Messa, sia  evitato il contatto fisico e lo scambio del segno della pace, in continuità con le disposizioni ecclesiastiche già emanate.  Confermando infine la necessità per i partecipanti di indossare i dispostivi di protezione personale – come le mascherine – la circolare richiama, in caso di celebrazione in un luogo chiuso, la necessità di assicurare che il locale garantisca una capienza adeguata al distanziamento e sia previamente sanificato.

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Più Fiori Più BENEFICENZA

Siamo molto lieti di comunicarvi che da Febbraio 2020 abbiamo deciso di fare più beneficenza con i fiori, la nostra iniziativa consiste nel donare il 10% su ogni fiore alle ASSOCIAZIONI APRILIANE che verranno scelte casualmente cosi da poter far partecipe tutte le ASSOCIAZIONI… il tutto sarà dimostrato con bollettino pagato.

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Cremazione: trend in crescita e nascono idee “bio”

Nel 2011 si sono registrate 84.783 cremazioni di feretri, con la Lombardia ai primi posti in Italia come numeri. In Spagna intanto nasce un’idea bio, per trasformare le ceneri in una pianta…

“Urna Bios”, per trasformare l’urna cineraria in una pianta. L’idea è del designer Gerard Moliné: un modo per ricordare il caro estinto in un modo davvero alternativo, trasformandolo cioè letteralmente in un arbusto. Fabbricata in materiale totalmente biodegradabile, l’urna è composta da una capsula superiore, che contiene semi e un substrato vegetale per facilitare il germoglio, e da una inferiore, dedicata alle ceneri. Una volta venuti in possesso delle ceneri, basterà inserirle nella parte inferiore, togliere sigilli e imballaggio da quella superiore, unire le due parti ed interrare il tutto in un luogo fertile, possibilmente in un bosco dove siano già presenti altre piante. L’urna è in vendita online all’indirizzo www.urnabios.com e viene spedita in tutto il mondo al costo, tutto sommato economico per una “resurrezione”, di 75 euro più spese.

Il fenomeno della cremazione sta prendendo sempre più piede anche dalle nostre parti. Nel 2011 si sono registrate 84.783 cremazioni di feretri, contro le 76.868 del 2010. Il trend è in aumento. L’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture è del 14,29% per l’anno 2011 (contro il 13,08% a consuntivo del 2010). Analizzando il dato territoriale si può valutare che le regioni dove la cremazione è più sviluppata (in termini di rapporto percentuale delle cremazioni eseguite sul territorio rispetto al dato nazionale) sono: Lombardia (27,4%), Veneto (12,5%) e Emilia Romagna (10,8%), con una crescita numerica rispetto all’anno precedente in Lombardia di 1.736. Il ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro. Roma, Milano e Genova si riconfermano, come negli anni precedenti, le città col maggior numero di cremazioni effettuate, rispettivamente con 8.180, 7.512, 5.162 (anche se è bene chiarire che si tratta di cremazioni svolte per un’area che spesso è almeno provinciale, se non ancor più estesa), mentre Torino (3.678) viene superata da Livorno (4.317) e Mantova (3.897). La regione in assoluto dove si crema di più è, come sempre, la Lombardia (che è tra quelle meglio dotate di impianti di cremazione), con 23.198 cremazioni, seguite da Veneto (10.562) e Emilia Romagna (9.154).